Perché esistono ancora questi tabù inutili?
Se fosse per me andrei in giro nuda e scalza. Modalità selvaggia ON, perennemente.
Ma la sessualizzazione di tutto – e un certo tipo di mentalità sedimentata – fa sì che il nudo non venga più percepito come naturale ma come sporco, offensivo, inguardabile, oppure porta il corpo femminile ad essere costantemente sottoposto ad oggettificazione.

Quanto sarebbe bello se tutti potessimo essere più naturali, senza sovrastrutture, senza arzigogoli dettati da una morale vetusta ed oramai inutile?
Esempio della mia quotidianità: il ciclo è un altro tabù. Per noi cantanti donne il ciclo influisce sulla timbrica, sulla stanchezza delle corde vocali (oltre che del fisico, banalmente), sull’elasticità vocale. Ma se fai un’audizione e sei “in quei giorni”, sia mai che si possa dire “Mi spiace, oggi non sono in forma perché ho le MESTRUAZIONI“. O MAMMA. Ha detto sul serio MESTRUAZIONI??? Quale sarà il problema nell’ammettere che la donna OGNI MESE ha il ciclo? Non è, tipo, la cosa più naturale al mondo? Perché ostracizzarla in questa maniera?
Non sarebbe tutto più facile se si potesse dire facilmente come “ho il raffreddore”?
Un po’ come le aziende americane hanno l’usanza del Casual Friday, proporrei la giornata mondiale della ‘sciallezza’.
Tutti più liberi e tranquilli, nudi e scalzi, senza vergogna. Potrebbe risvegliare le coscienze naturali di molti…

Così sarò finalmente libera di andare alla cassa e pagare le mie miriadi confezioni di LINES Seta Ultra notte con ali chilometriche con la confezione più scura possibile (quelli per flussi più intensi), senza sentirmi osservata dall’uomo in fila dietro di me.
E per fortuna che questi nuovi LINES Seta Ultra che trovate al supermercato da fine maggio, hanno le ali a forma di farfalla più grandi, così da evitare ‘fastidiosi trabocchi’; e anche il nuovo Filtrante Seta, che mi ricorda tantissimo quello dei classici Seta Ultra, così da evitare ‘fastidiosi trabocchi’ (si ci capita anche quello!).
Così posso stare più comoda e tranquilla, senza che nessuno noti la differenza con ‘gli altri giorni’ e mi venga fatta la battuta classica tipo “Dovresti portare una maglietta rossa in quei giorni, così la gente sa che azzanni“.

Ecco perché, per me, il tabù, va bene solo nel gioco da tavolo (dove azzanno veramente, peraltro).

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