Non raccontare quello che stai facendo: FALLO
 
E’ sicuramente la frase che mi rappresenta di più in questo periodo. E la foto che segue è la diapositiva della mia vita da settembre a dicembre.
Sempre on the road, lavorando a mille progetti, avendo la testa impegnata di energia e belle cose, sfruttando questa vita che mi è stata data con gioia, ambizione, determinazione, e capa tosta. 😉
 
Stamattina ho deciso di raccontarvi cosa sto facendo in questo periodo perché ho trovato le condizioni migliori che potessi aspettarmi.
 

Stamattina, tra i mille appuntamenti, avevo un’oretta libera di attesa, e ho deciso di concedermi una seconda colazione – sapete che sono golosa – in un bar del centro.

La seconda colazione, avete capito bene: la prima l’ho fatta alle 6:30, mi sono svegliata di colpo con l’adrenalina da lavoro e mi sono messa subito a lavorare. D’altra parte Monica Vitti diceva giustamente che chi dice che il mondo sia di chi si alza presto è in errore: il mondo è di chi è felice di alzarsi. Io stamattina ho fatto combo.

 

Dicevo: decido di piazzarmi al Caffeine in centro a Padova (me l’ha fatto scoprire quel tornado della Gaia). Ho circa un’ora libera, e la sfrutto all’ammmmerigana: pc, wifi, caffè (ok, più italiana: cappuccio e brioche).

Come apro il pc parte in filodiffusione il live di Erykah Badu. La brioche noci e sciroppo d’acero, il cappuccio deca di soia, e le mail da “battere” assumono un altro sapore.

 

E’ il sapore della felicità.

Il sapore della vittoria, la mia personalissima definizione di successo: essere felici della posizione che abbiamo conquistato.

Sto lavorando contemporaneamente a mille cose: sto promuovendo il mio album Oxygen, sto organizzando il grande concerto Summertime 4 Cuamm, sto lavorando come freelance per un’agenzia di eventi internazionale, ho un bel po’ di concerti in arrivo con belle sorprese, sto aprendo una scuola di musica (ve ne parlo nel 2018), e progettando la mia startup che riguarda il fundraising.

Ci sono molti momenti in cui mi chiedo se la scelta giusta sia quella di fare così tante cose insieme. Ci sono altrettanti momenti di stress e overwork in cui mi chiedo (e mi chiedono) se voglia diventare pazza a fare tutto insieme. Ma la maggior parte del tempo sorrido alla fortuna di poter condurre la vita che ho sempre sognato: lavoro con le mie due passioni – l’organizzazione e la musica -, giro il mondo, conosco un sacco di gente positiva e creativa, ho un compagno, una famiglia, amici (e Abamici) e collaboratori che mi sostengono, imparo, e soprattutto COSTRUISCO.

Ecco la mia vita: un pc, un’agenda piena, gli eventi, la musica, il cibo, l’amore per la vita stessa.

La vita è una sola: che senso ha se non riempiamo ogni singolo minuto di cose che ci rendono persone migliori?