Il 19esimo compleanno di Sex and the city mi ha fatto pensare, oggi.

A quanto l’idea di una donna impegnata, lavoratrice e seria sia ancora oggi in contrasto o in contraddizione con quella della donna libera, divertita, ironica e anche un po’ civetta. A quanto il femminismo serva ancora oggi, a quanto la donna non sia ancora libera di parlare di tabù come il sesso o più semplicemente l’accettazione di sé.

E’ così difficile accettare se stessi e prendersi i complimenti oggigiorno. Siamo avanzati fino ad un’accettazione intima e privata, in cui puoi guardarti allo specchio e piacerti, ma non sia mai che tu lo dica a voce alta, passeresti per superba!

 

Ho imparato ad apprezzare il mio corpo.

Si, ho imparato perché prima la società mi diceva che la mia “burrosità” non era una bella cosa da mostrare, non ne potevo andar fiera. Oddio, me lo dice pure adesso, però all’alba dei miei trent’anni, ho capito che la felicità deriva dallo stare bene con sé stessi, psicologicamente E fisicamente. E questa cosa è doppiamente difficile: a monte, perché ci insegnano che la magrezza è l’unica fonte di bellezza. A valle, perché la volta in cui dici che ti piaci e stai bene con te stessa passi subito per arrogante.

In un mondo di ipocrisie in cui i giornali in voga esaltano le modelle “naturali” come se fossero un’eccezione, uno scoop, una fantastica novità della natura e 10 pagine dopo ti insegnano come dimagrire di 5 g in 10 gg mangiando solo anacardi, stare bene con sé stessi, per uomini e donne, è un’impresa eroica.

Eroica perché se tutti fossimo tranquilli e sereni nel nostro vivere quotidiani, probabilmente riverseremmo questa gioia di vivere nelle nostre giornate, e invece le frustrazioni che ci instillano da quando abbiamo capacità di intendere (o forse anche prima ancora) creano il mostro di umanità che siamo diventati.

 

Siamo gelosi, invidiosi, incattiviti, adirati, incupiti, ingrigiti. E in questo circolo vizioso tiriamo giù nella nostra vita repressa e depressa tutti quelli che ci circondano, come una goccia che crea cerchi concentrici che si espandono sempre di più.

 

Il fatto che una donna che apprezza sé stessa e ama il suo corpo sia percepita come arrogante o vanesia, mentre una donna che fa fatica ad accettarsi, si schernisce davanti ai complimenti, e ha problemi di autostima, sia considerata la normalità, mostra come la società sia programmata per sminuirci e farci sentire inadatti.

Allora, amiche e amici: creiamo un circolo virtuoso. Se ci piacciamo, diciamolo a voce alta. Dimostriamocelo. Anche l’un l’altro.

Sono stufa delle donne che si additano dicendo le peggio cose, o delle donne che letteralmente girano la faccia del proprio ragazzo se sta passando una bella ragazza. Non odiate quella ragazza. Non sgridate il vostro uomo.

Se sta con voi, un motivo ci sarà.

NON ABBATTETEVI.

NON SOTTOVALUTATEVI.

NON SVALUTATEVI.

Voi siete belle. Per chi?

Ma chi se ne frega! Solo per voi stesse!

 

E in automatico le altre ragazze, sicure di sé, faranno rete con voi, starete meglio da sole e in compagnia, sprecherete meno energie, ne creerete di positive e zittirete quelli che creano negatività, e, magari, alla prossima bella ragazza che passerà davanti a voi, darete di gomito al vostro ragazzo per dirgli “Guarda che bella quella lì”.

 

Senza frustrazioni, senza complicazioni, per una vita più piena.

Anche di anacardi, volendo.

 Ph. Michele Piazza – camicia Riviera 37